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giovedì 5 dicembre 2013

Parabola




PARABOLA DEL SERVITORE SPIETATO








Allora Pietro gli si avvicinò e disse: " Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte? ". E Gesù gli rispose: " Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette ".





"A questo proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti.






Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito.







Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito.






Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e , afferratolo, lo soffocava e diceva : Paga quel che devi ! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo : Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.





Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse : Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E , sdegnato, lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto.




Così anche il Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello ".


Mt 18,23-35



 




mercoledì 27 novembre 2013

Parabola




PARABOLA DEL GIUDICE E DELLA VEDOVA






Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai : " In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva : " Fammi giustizia contro il mio avversario ".



Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: " Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi ".








E il Signore soggiunse :" Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto.




E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente.




Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? ".

Lc 18,1-8















giovedì 21 novembre 2013

Parabola




PARABOLA DEL SEMINATORE







Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare.





Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca; là si pose a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.






Egli parlò loro di molte cose in parabole. E disse:
"Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava,una parte cadde sulla strada; vennero gli uccelli e la divorarono. 








Un'altra parte cadde in luogo sassoso dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò.







Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.





Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.





Chi ha orecchi intenda ".







Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: "Perché parli loro in parabole? 
Egli rispose: "Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza, e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.








Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedano, e pur udendo non odano e non comprendano. Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono.








In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono.








Voi dunque intendete la parabola del seminatore: tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.






Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato.




Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto



Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta ".
Mt 13,1-17